venerdì 28 aprile 2017

Lo Stato contro le ONG (Organizzazioni Negriere Globaliste)



C'è un uomo, un servitore dello Stato, che ha ed avrà bisogno di tutto il nostro appoggio, solidarietà e stima. E' il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, attaccato dalle erinni del buonismo attraverso i loro immondi giornalacci e megafoni televisivi, perchè ha avuto il coraggio, bisogna dirlo, di dare un calcio al verminaio che copre il pelosissimo bisinissi del traffico clandestino di africani, l'attività di deportazione di esseri umani nota come "salvare vite umane nel Canale di Sicilia". Una favoletta alla quale non crede più nessuno grazie all'opera pionieristica di monitoraggio dei movimenti delle navi nel Mediterraneo iniziata con lo storico video da Gefira poi continuata da alcuni blogger (inclusa modestamente la sottoscritta) e giornalisti senza sciocchi pudori nei confronti della verità, che hanno ripreso da diversi mesi la storia e lo scandalo annesso divulgandoli sempre più capillarmente. 


Ormai una delle attività più condivise sui social e che chiunque può fare grazie a siti come Marine Traffic,  è la redazione del bollettino quotidiano dei negrieri naviganti. Per un aggiornamento preciso e puntuale delle ultime novità scafiste potete fare riferimento su Twitter alla meritoria opera di James the Bond.

Ricapitolando per chi si fosse messo in ascolto solo in questo momento. I movimenti tracciati dai trasponder di alcune navi nel Mediterraneo, soprattutto di imbarcazioni di cosiddette ONG (Organizzazioni Negriere Globaliste), mostrano un'attività assai sospetta di traghettamento compulsivo di clandestini dalla prossimità ed addirittura dalle stesse acque territoriali libiche fino ai porti italiani di Sicilia, Calabria e Sardegna. Queste navi vagano per giorni in perlustrazione o stazionano nei luoghi dove si affollano i gommoni nuovi di pacca degli scafisti e, una volta imbarcato il loro carico umano, dopo aver fatto scalo a Malta, in teoria il primo approdo utile secondo Dublino, lo portano invece fino in Italia, spesso con l'ausilio di preventive telefonate alle capitanerie di porto italiane che si recano appositamente in loco, ben oltre il Canale di Sicilia, per fornire supporto, come testimoniato da telefonate intercettate e dichiarazioni spontanee di personaggi legati alle ONG. 
Ormai le navi negriere le conosciamo tutti: Iuventa, Siem Pilot, Aquarius, Golfo Azzurro, Vos Hestia, Sea Eye. Navi tedesche e norvegesi che ci appoggiano migliaia di africani invece di portarseli a casa propria, ma anche appartenenti a personaggi come i Catrambone in odore di frequentazione con agenzie di mercenari, e finanziate ovviamente sempre e solo da fantomatici "volontari" della società civile. I soliti gatti e volpi che non lavorano per il vile interesse ma unicamente per arricchire gli altri. Si, e io sono la figlia maggiore di Mubarak. Addirittura sembra che navi normalmente adibite all'appoggio alle piattaforme petrolifere partecipino al gioco, ipotizzando la realizzazione della versione attuale di quel vecchio progettino "Oil for migrants" di cui si parla in "Eurabia" di Bat Ye'or.
Non è difficile vedere in questo losco traffico di esseri umani (alcuni dei clandestini raccontano di essere stati praticamente imbarcati a forza sulle scialuppe in Libia non prima di essere stati depredati dei propri risparmi e sottoposti a sevizie) la solita merda profumata buonista a mo' di glassa di copertura che è ben rappresentata da questa putrescente rassegna Vinculpop.


Ci sono tutti: Sua Santità Scafista I, il fuck checking di Repubblica, l'indisponenta Boldrini e l'immancabile ormai disgustoso Roveto Ardente nella parte di sé stesso e con grufolata finale nella pedopropaganda. Che gente di merda che non si accorge che i ghanesi sono già le loro briosche.

Il Procuratore Zuccaro ha aperto un'inchiesta sull'attività delle ONG (Organizzazioni Negriere Globaliste), sospettate di non salvare affatto persone in casuale difficoltà ma di agire in combutta con autorità di vari stati - inclusa la nostra Marina - e, peggio ancora, con organizzazioni di scafisti e trafficanti di uomini nell'ambito del delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. In questo articolo di Altalex è spiegata molto bene, anche per non legulei, la fattispecie del reato, che è molto chiaro soprattutto circa le circostante aggravanti che prevede:

fonte: "Il delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina alla luce della L.189/02.
di Pierpaolo Zaccaria 03/02/2004

Il procuratore, che si avvarrebbe anche di informazioni passategli da diversi servizi stranieri e anche italiani, sospetta che le navi operino nel quadro di un'organizzazione molto ben studiata e finanziata. Da chi? Dai soliti, immagino. Dal ragionier Soros, lo Spinelli (nel senso berlusconiano) del NWO, alla UE, dagli schiavisti islamici con secoli di esperienza da vantare al Palazzo di Vetro voglioso di rimpiazzare gli europei con popolazioni incompatibili con la civiltà europea.   Non solo, Zuccaro ipotizza anche un danno materiale per l'Italia, dovuto all'alto costo che è costretta a sobbarcarsi per l'arrivo di migliaia di nullafacenti e nullapotentifare e configura persino la volontarietà del danno, commesso a scopo di destabilizzazione. Una interpretazione assai coerente con la famosa ipotesi dell'"arma di migrazione di massa".
Sull'aggravante dell'arricchimento, quando qualche notorio mariuolo autoctono confessò che "con i migranti si fanno più soldi che con la cocaina" prendemmo coscienza del fatto incontrovertibile che l'amore sviscerato delle Coop busone per gli africani non era disinteressato. Se dovessimo fare una botta di conti,  a 15.000 euro a cranio come prevede la sanzione, per migliaia di arrivi... qualche casetta per i terremotati perfino in muratura ci scapperebbe fuori.

Loro non lo sanno, i miracolati di Mani Pulite, ma basterebbe un battito di ali di farfalla a Langley, un improvviso cambio di programma o l'infatuazione per un nuovo procacciatore di affari, per vedersi scatenare contro non solo i coscienziosi procuratori che non possono non indagare su un reato ormai commesso così platealmente e spudoratamente alla luce del sole ma legioni di altri magistrati, che non mancherebbero di aggiungere al conto anche gli arretrati dovuti e maturati dai "salvati" fin dal 1992. 

Guardate la foto. E' ovvio che faccia paura. Vi meravigliate che i servizi stranieri passino le intercettazioni ad un magistrato italiano quando queste barconate di soldatoni tutti in divisa con lo stesso giubbotto, in posa a pochi metri dalla spiaggia per la foto ricordo, arrivano ormai ogni giorno trasportati da navi sempre più grandi e per giunta con in sottofondo la presaperilculo del "salvati dalle acque"? "Rifugiati", li definisce l'ineffabile tedesco di questo articolo. Già, anche gli ebrei venivano mandati in gita premio in Polonia.



Zuccaro ha bisogno del nostro appoggio perché faranno di tutto per delegittimarlo e non con un paio di calzini azzurri. E' così improbabile, ad esempio, che nel bisinissi, in questo Sbarco in Sicilia 2.0 non sia coinvolta, come nella prima release, la Mafia? Già la politica gli sta caricando a molla contro il CSM e i media praticano la santificazione delle ONG come dogma equivalente alla verginità della Madonna.
Fate bene attenzione a chi in questi giorni, che siano pennivendoli a libro paga, volonterosi angeli sterminatori del proprio popolo o altra feccia,  difenderà i vari Medici senza Vergogna e compagnia bella, pronunciando la fatidica frase: "Non vi sono le prove". E' ciò che dice sempre il colpevole in tutti i telefilm polizieschi.

mercoledì 26 aprile 2017

Lolito', fuoco dei miei lombi



Con Emmanuel Macron (d'ora in poi Lolito, con l'accento sulla o) è stato mistaisulcazzo a prima vista.
In primis perché anche a occhio nudo è una delle più mostruose nullità impastate con acqua e fango tossico e animate in una notte di tempesta dal fetido fiato dell'élite. Non per niente il suo Dottor Frankenstin è Jacques Attali (con l'accento sulla i) ovvero colui che scrisse queste parole nel 1981 (merci, madame Benevolence):


By the way, la dolce mogliettina di Emmanuel(le), Brigitte Trogneaux, ha 64 anni, quindi immagino che tra un anno, secondo le disposizioni di mastro Attali, sarà già da iniezione letale. No, dite che tutto ciò per l'élite non conta? Ovvio. Conta solo per i vecchiacci autoctoni facenti parte del popolaccio infame. Quelli stessi che, sempre Attalì, definì correttamente "plebaglia".

La storia del momento, che fa squirtare le parrucchiere dei media, tra Brigitte ed Emmanuel(le) è così francese, nel senso di cinema francese anni settanta, che di più non si poteva. Lui studentello quindicenne (diconsi 15) si innamora della professoressa di 40 (diconsi quaranta), sposata e con tre marmocchi. Manca il finale tragico alla André Cayatte di "Morire d'amore" (1971), storia d'amour fou e riprovazione sociale tra prof e allievo, perché i due piccioncini d'alto bordo possono, soprattutto lei, e quindi i due vivranno felici e contenti. Si sposano però solo nel 2007 dopo lungo concubinaggio. 

Il doppiomoralismo star di questi dannati tempi è una cosa spaventosa. 
Ancora oggi nei puritani Stati Uniti le maestre proletarie che fanno il dai e vai con gli allievi sono costrette a fuggire dallo stato inseguite dall'FBI come pedofile, non prima di essere additate al pubblico ludibrio come corruttrici di minore. In quel caso la pervertita Brigitte, cedendo alla propria lussuria, avrebbe adescato l'ingenuo virgulto cogliendone le acerbe grazie approfittando del suo ruolo di insegnante e il caso sarebbe finito nella categoria del true crime.
Ma per Bibi e Lolito, che vivono nel mondo dell'élite, ovvero nella singolarità dove le leggi della fisica conosciuta non valgono, nessuno parla di pedofilia che, immagino, si fosse trattato della situazione inversa e non politicamente corretta, sarebbe scattata a media unificati come una tagliola in zona di bracconaggio delle volpi. 
Penso non solo a Marine Le Pen che avesse osato presentarsi con un marito toy boy ma ad un qualunque politico maschio che avesse avuto in anamnesi lo spulzellamento dell'allieva quindicenne. Perché, vi ricordate quanto ce li hanno sbriciolati con le Olgettine? 

I maligni dicono che l'olgettino Macron in realtà sarebbe gaio e Brigitte una ricca moglie di copertura ma questo, nella singolarità, farebbe solo punteggio.
Siccome l'inquantodonnismo, nelle elezioni francesi, è proibito e nessuna femminista può esultare per lo storico risultato in termini di voti ottenuti da Marine, fino a prova contraria donna, si preferisce puntare sul primo presidente inquantotoyboyforsegay.

Naturalmente Emmanuel Lolito Macron non è odioso per i suoi fattacci privati ma per il suo essere un pupattolo a molla viziato, mandato a berciare sul palco e, speriamo di no, a far ulteriori danni all'Eliseo dai Rothschild dopo averne fatti a iosa come ministro dell'economia di  Hollande. La sua storia personale può solo far capire come vengano selezionati, con i loro bei prerequisiti di ricattabilità, tutti i burattini dell'élite. Questo ennesimo neo cretinetti alla Alberto Nardi, della razza dei Varoufakiscicisbeo e petulante, è odioso perché è il cavallo dell'élite eurofila mandato ad azzopparsi contro la concretezza di Marine Le Pen, ben sapendo che sarà fatto vincere lo stesso anche con i garretti sbriciolati. 
Spero con tutto il cuore che Dezzani abbia ragione e si avveri il paradosso di Condorcet ma la posta in gioco di quei bastardi, lo sappiamo, è troppo grossa. Troppi close tie nei sondaggi, la sinistra infame pronta ad offrire il culo come sempre, la destra che, nonostante soffra infinitamente meno dell'appartenenza di gregge, non è detto avrà il riflesso del vomito dovendo ingoiare "l'assoluta indecenza del Fronte Repubblicano", come scrive Jacques Sapir.

La scelta il 7 maggio dovrebbe essere elementare, come bere un bicchier d'acqua. Perché è tra la borsa e la vita. Fossi francese voterei Le Pen anche se si trattasse di suo padre.

lunedì 24 aprile 2017

Brucia meglio un populista o un antivaccinista?



Non scrivo molto in questo periodo. Ormai ho il vomito nei confronti di questa guerra mondiale permanente che ci offre sempre gli stessi argomenti, sui quali tocca ripetere in loop gli stessi concetti fino appunto alla nausea ed all'insofferenza crescente che costringe a rifugiarsi nella concretezza stordente del tran tran da vita reale. 
Ogni tanto mi lego all'albero maestro come Ulisse e oso ascoltare le sirene della propaganda, limitandomi ai TG meno tossici - comunque una bella gara trovarli - come il TG5. Mi lego solo per eccesso di precauzione, ma ormai potrei tranquillamente affrontare le sirene a mani nude, tanto le conosco bene, le mascherine.
Potete farvi legare anche voi, se volete, ma vi consiglio di riempire prima di cera le orecchie dei piddini che potreste avere accanto.

Nonostante il crampo del blogger, ogni tanto c'è ancora qualcosa che mi stimola l'indignazione scritta. 
Immagino cosa possano aver detto i vari Sky, Raifakenews24, TG unduettrè e Telementana se il TG5 - la meno peggio tra le sirene, appunto - ha definito "infedele" l'infermiera che avrebbe fatto finta di vaccinare i bambini gettando via le fiale, commettendo un crimine peggiore, immagino, di quello delle colleghe che negli anni del nazismo iniettavano il Luminal ai piccoli handicappati tedeschi per eliminarli o li lasciavano morire di fame nelle apposite cliniche del progetto Aktion T4, come richiesto dal regime. 
Infedele. Un termine antiscientifico perché religioso. Eppure l'antiscientifico, secondo loro, è colui che osa mettere in dubbio l'innocuità del vaccino proprio perché applica il principio scientifico dell'impossibilità della certezza ma solo della misura della probabilità. Innocuità del vaccino ma anche sua indispensabilità ed indiscutibilità che sono oggi di fatto un dogma (che pertiene al sacro, e che quindi è antiscientifico). 

L'ordine dei medici  - ma chiamiamolo piuttosto clero medico, à la Preve - radia dall'albo il dott. Gava e le iene dell'informazione si gettano a grufolare sull'eretico come i popolacci rinascimentali si affollavano nelle piazze per guardare e odorare da vicino i disgraziati smembrati e gettati in pasto ai maiali. "Medico antivaccinista", lo chiamano, incitando la folla come fanno anche contro nazionalisti e populisti - guarda caso categorie impegnate nella difesa della libertà personale - e chissà chi tra loro brucerebbe meglio sulle loro pire? 
Si vede che il contatto fisico e la frequentazione contronatura con gli esotici fondamentalisti della terra piatta cominciano già a dare i loro frutti velenosi.


Alzi la mano chi, leggendo questo titolo da Malleus Maleficarum della nemesi da Neo-Inquisizione medica, non cade nel tranello di leggere Isis invece di Iss (Istituto Superiore di Sanità), aiutato anche da quel "paladino" che evoca inevitabilmente i saraceni.

C'è proprio da andare orgogliosi di una cosiddetta medicina che da decenni non riesce più a debellare una malattia ma solo a crearne di inesistenti, per aumentare il profitto fine a sé stesso di un'industria vogliosa ormai solo di moltiplicare e fidelizzare a vita pazienti cronici, e che, per far ciò, si è fatta religione e Chiesa. Con i suoi papi Bafometti come quelli veri a proclamare eretiche bestemmie e i difensori dell'ortodossia dei sacri protocolli obbligatori ad inquadrarsi volonterosamente ancora una volta nel Lato Oscuro che periodicamente seduce la categoria e la rende perfetta comprimaria dei peggiori totalitarismi. Tra parentesi, a Norimberga e a Tokio ebbero processi appositamente dedicati ai loro delitti, le vergogne di Tuskegee e del dr. Cameron non sono mai state dimenticate, ma ancora tocca sentire un'infame giannizzero europeo a libro paga di chissà quale fogna di profitto farmaceutico dire che "dovremmo vergognarci" a mettere in dubbio il sacro vaccino. Neanche fosse il sangue sacro e taumaturgico di Nostro Signore.

Nessuna meraviglia, in questo contesto oscurantista da salassi e cerusici, da panacee e pozioni magiche, che stiano ritornando le malattie antiche e già debellate dal progresso, come ogni regressione al passato, del resto, comporta. Dopo la tubercolosi, le meningiti e malattie infettive varie che proliferano grazie alla mescolanza scriteriata, nei grandi numeri e senza protezione di popolazioni e sistemi immunitari molto diversi e in pessime condizioni igieniche e crescente povertà generalizzata, ci manca solo la pestilenza, la pandemia per la quale, nonostante i proclami mendaci di BigPharma e dei suoi sacerdoti, non potrebbe mai, per questioni di soldi, esserci vaccino per tutti.

Non esistono medici antivaccinisti ma solo medici che si chiedono come mai per i vaccini non valgano tutte le modalità di controllo sulla sicurezza che valgono per il normale antistaminico o antidolorifico. Come mai i vaccini debbano essere somministrati non singolarmente ma in combinazione fino a sei e più in un'unica soluzione, quando è noto come l'associazione farmacologica di diversi principi attivi sia sconsigliabile in quando moltiplica gli eventuali effetti collaterali.
Come mai, infine, non si riesca a tutt'oggi a compiere un'indagine seria e obiettiva sul fenomeno sempre più frequente della comparsa nei bambini dei sintomi della sindrome autistica  in concomitanza con la somministrazione dei vaccini combinati. Invece di promuovere una ricerca che escluda la correlazione, si gettano nelle segrete e si torturano coloro che osano sollevare la questione.
Segno, questo, inequivocabile, della volontà di considerare il vaccino non un farmaco qualunque ma un oggetto sacro, un totem, forse un mezzo. 
Bill Gates, colui che è da tener d'occhio perché più pericoloso di Soros, che in confronto è Santa Claus, vaneggia e vagheggia continuamente di pandemie mortali future da combattere con i vaccini. Diffidate sempre di coloro che vi prefigurano esattamente il futuro, visto che nessuno può sapere cosa accadrà a meno che non stia operando per farla accadere.

Il presunto antivaccinismo è in realtà la preoccupazione che il dogma della panacea nasconda una concreta minaccia alla libertà. Sorpresi?
Se discutete con un membro del clero medico di vaccini, egli vi sbatterà in faccia l'ìmmunità di gregge, ovvero la necessità che tu ti vaccini per il bene degli altri, del popolo. Gregge che, ovviamente, non viene inteso come in passato come composto da individui immunizzati naturalmente e permanentemente dal fatto di aver già contratto la malattia infettiva, ma solo da individui vaccinati. I quali, purtroppo per i tonaconi del clero, non sono coperti dallo stesso tipo di immunità perché, colpo di scena, spesso il vaccino non copre affatto o cessa di coprire dopo qualche tempo. 
Non temete, non sono idee mie o di medici antivaccinisti brutti, ma nozioni che mi furono insegnate all'università una ventina di anni fa, quando ancora si poteva parlare. Oggi probabilmente il luminare bolognese di scienza della riproduzione che ci tenne una lezione sull'inutilità della vaccinazione antirosolia su bambine di otto anni per prevenire danni che riguarderanno le loro future gravidanze a 10-15 anni di distanza, verrebbe bruciato in Piazza Maggiore.
Vaccinarsi per il bene del popolo, ovvero del gregge. Non è un caso che l'animale prescelto per la metafora sia la pecora e che le due regioni più accanite sulla vaccinazione obbligatoria ai fini di poter accedere agli asili nido siano Emilia Romagna e Toscana. Ovvero la deep Piddinia dell'appartenenza di gregge.

Cosa comporta il bene comune, ovvero l'obbligo dell'assunzione del rischio personale? Comporta la negazione della libertà individuale, senza la quale non vi è affatto e non vi può essere libertà. Per questo stesso principio, ossia la negazione della libertà individuale, un domani potranno somministrarvi qualunque sostanza, non solo il vaccino, potranno tatuarvi o microchipparvi come i cani per controllare quanti secondi effettivi avete lavorato, e non potrete rifiutarvi. 
Ah, naturalmente, siccome godete di diritticivili grazie ai radicali liberisti potrete farvi fare un'iniezione letale da un amico.
Per il bene della collettività, ovvero di un'entità astratta, si potrà fare il male di un singolo individuo di carne e ossa, come si è sempre fatto in tutte le dittature. Questa è la dittatura dell'élite, certo, ma il collettivismo ovino è il mezzo con il quale è riuscita, per affinità elettive, a far innamorare le sinistre mondiali e ad asservirle, in modalità 50 sfumature, ai suoi voleri. 
Continuate a non capire questo concetto fondamentale, a fingere di essere liberi a firmare per lo ius soli (loro) assieme all'eutanasia (vostra) e rimanete pure pecore in attesa del lupo che vi si mangi.

Vi segnalo, per chiudere, questo splendido articolo di Fulvio Grimaldi, uno dei pochi giornalisti che meritino ancora di essere rispettati al mondo, con il quale si può non essere d'accordo su tutto ma che, con la sua ribalda tenacia a far notare e raccontare la realtà dei fatti, non può che essermi caro. Anche l'articolo di Fulvio tratta dell'argomento sacro vaccino e di altri, come la famigerata Primula Russa, che per me è l'affabulazione da appendice attorno ad una bella esercitazione come quella che vi fu dopo Charlie in Francia, con lo spiegamento di forze e e i Robocop con i pennacchi e con le armi. Gli stessi che quando ce n'è bisogno non ci sono mai. 

venerdì 31 marzo 2017

Parte II - Fuga dall'euroReich millenario. From London with love, Theresa



"Siamo legati all'Europa ma non inclusi in essa; vi siamo interessati ed associati ma non ce ne consideriamo assorbiti." 
Winston Churchill

Per chi pensasse che la Brexit sia il risultato di un'improvvisa psicosi collettiva dei britannici - o per meglio dire degli inglesi, visto che gli scozzesi, come al solito, fanno i bastian contrari - andremo qui a dimostrare che le istanze alla base di questa storica decisione provengono dai fondamenti della rule of law del Regno Unito, e che non si tratta altro che della volontà di riappropriarsi di una cosa meravigliosa: la LIBERTA'. Qualcosa che tutti i paesi europei dovrebbero volere e fortissimamente volere.

Ciò che Theresa May sta firmando è una lettera indirizzata agli euroburosauri che inizia così:

"Caro presidente Tusk,
Il 23 giugno dell'anno scorso, il popolo del Regno Unito votò per l'uscita dall'Unione Europea. Come ho già detto in precedenza, questa decisione non rappresenta il rifiuto dei valori che, come europei, condividiamo, e nemmeno la volontà di danneggiare l'Unione Europea o i suoi stati membri rimanenti.  Al contrario, il Regno Unito desidera che l'Unione Europea prosperi nel successo.
Il referendum, quindi, fu un voto per ripristinare, per come noi la intendiamo, la nostra sovranità nazionale. Lasciamo l'Unione Europea ma non l'Europa, e desideriamo rimanere alleati e partner leali nei confronti dei nostri amici nel continente.
[...] Oggi quindi Le scrivo per dare effetto alla decisione democratica del popolo del Regno Unito. Con la presente notifico il Consiglio Europeo, in accordo con l'articolo 50 del Trattato sull'Unione Europea, della volontà del Regno Unito di ritirarsi dall'Unione Europea."
Capito? Più avanti, come titolo di uno dei paragrafi nei quali è suddivisa la lettera, Theresa scrive: "We should always put our citizens first." Ovvero: "Prima i nostri cittadini". Leghismo? Salvinismo? Una botta di Trumpismo? No, è solo ciò che una volta, e nemmeno tanto tempo fa, era semplice normalità, buonsenso, atteggiamento da buon padre di famiglia. Mica come i padri pedofili e assassini che tifano per il nemico e ce lo impongono come fratello obbligatorio, trattandolo per giunta come prediletto.

La strada che ha portato a questo passo ufficiale di Londra è stata lunga e non nasce, come scrivevo all'inizio, da un capriccio. La frase citata di Churchill era già indicativa di uno stato d'animo, di una volontà di partecipare volentieri alle questioni europee ma mantenendo rigorosamente la propria indipendenza. Indipendenza che gli euroburosauri del cetriolo e della vongola fuori misura, programmati secondo i desiderata del mercantilismo tedesco, non riescono nemmeno a concepire. Immagino che lo spiritato Tusk avrà dovuto leggersi e rileggersi la lettera di Theresa più volte, prima di riuscire a decifrarne un decimo del senso, mancandogli l'apposita stele di Rosetta mentale. Chi nasce servo non può morire libero.

Gli inglesi lo hanno sempre saputo che il Regno Unito avrebbe sempre rapprensentato il principale ostacolo ad un'Europa a trazione tedesca. E, inevitabilmente, ogniqualvolta la Germania ci prova, a sottomettere il resto d'Europa, il Regno Unito è chiamato a rappresentare e difendere i valori di libertà e democrazia messi in pericolo.
Questo video del 2008, intitolato "Il vero volto dell'Unione Europea" e presentato da "The Campaign for truth in Europe", è un ottimo riassunto dei motivi classici che spiegano l'insofferenza britannica verso Leuropa "tedesca" e che si sono infine concretizzati nella Brexit.


Ciò che ha sempre infastidito gli inglesi è la pretesa del sistema legale UE di sostituirsi alle norme giuridiche nazionali. Di conseguenza, lamentano, l'80% delle leggi che passano per la Camera dei Comuni non sono altro che ratifiche di leggi europee che finiscono per regolamentare al 100% settori come questi: ambiente, pesca, agricoltura, commercio. Se la UE decide di limitare l'utilizzo di un certo tipo di prodotti, come ad esempio quelli delle terapie naturali, il paese membro deve assoggettarsi al diktat, magari danneggiando un settore nel quale il proprio paese è all'avanguardia. 

Per giunta, queste leggi europee vengono votate dai membri della Commissione Europea (non dal Parlamento Europeo, come si crede) ovvero da persone che, in pochi minuti, e senza nemmeno avere il tempo di leggerne il contenuto, sono obbligate ad "eseguire gli ordini" contenuti nelle apposite istruzioni di voto. "Vota si", oppure "vota no". Protetti comunque dalla totale immunità verso le conseguenze dei propri atti, dal fatto di non dover rendere conto a nessuno e di essere inamovibili.
Per cui, l'appartenenza alla UE significa entrare in un nuovo ordine legale ed accettare un nuovo stile di vita (magari quello del migrante) che può non essere consono alle proprie esigenze nazionali. 

Le leggi europee sovrastano i poteri costituzionali. La sovranità che oggi il Regno Unito rivendica, fu perduta, sostengono nel filmato, nell'ormai lontano 1972. 
Il costituzionalista John Bingley spiega quali siano le basi della rule of law britannica. 
"Il potere spetta al sovrano e il sovrano, grazie al giuramento che sancisce il suo patto con il popolo, lo rimette al popolo. Nessun potere politico può infrangere il patto tra il sovrano e il popolo. Di conseguenza, nessun governo può, perfino su eventuale mandato del popolo, trasferire temporaneamente o definitivamente il potere ad uno stato straniero che non sia sottoposto al sovrano e non sia stato eletto dal popolo."
Se non vi fossero stati dei traditori anche nel Regno Unito, il discorso sarebbe già stato chiuso in partenza.

Dal punto di vista del sistema giuridico, quello imposto dall'Unione Europea stravolge completamente il senso del sistema legale britannico. Alcuni dei suoi principi fondamentali verrebbero da esso superati.
Ad esempio il "trial by jury", ovvero il diritto ad essere giudicati da una giuria popolare. L'Habeas Corpus - che impedisce la detenzione preventiva e l'arresto senza motivazione. Il non poter essere giudicati due volte per lo stesso reato e l'impedimento per la giuria di conoscere le esistenti precedenti condanne di un imputato. In definitiva, per la legge europea, sparisce il principio dell'innocenza fino a prova contraria. Se il cittadino britannico gode di libertà piena nel rispetto delle leggi vigenti, il cittadino europeo gode dei diritti che vengono a lui concessi. Ciò, secondo il parere dei giuristi britannici, costituisce il cavallo di Troia del totalitarismo.
Del resto, basta analizzare come è cambiata nel tempo la denominazione della "cosa" europea - all'inizio "comunità economica europea", poi "comunità europea" e infine "unione europea" - per svelarne il senso profondo più affine alla dittatura che alla democrazia.

Un altro svantaggio non da poco dell'appartenenza alla UE, sostengono gli inglesi, è il fatto di dover perdere il controllo sulla difesa e la politica estera. Immaginate cosa può combinare  ai danni del proprio popolo un governo collaborazionista con un'entità straniera. Non dovete andare tanto lontano, basta che vi guardiate attorno. Bisogna mettersi nei panni dei fieri cittadini di Sua Maestà per immaginare l'oltraggio di dover essere comandati da un generale francese o tedesco. Per il fatto elementare che costoro farebbero di certo solo gli interessi dei loro popoli o, peggio, di innominate ed innominabili entità sovranazionali.
Tra parentesi, l'ultimo film di James Bond, "Spectre", alludeva pesantemente proprio ad una possibile unificazione delle intelligence globali sotto un "nuovo ordine" e l'intera avventura di 007 consisteva nel cercare di sventare questo piano diabolico che avrebbe finito per cancellare l'MI6 e l'indipendenza del Regno Unito. Che fa, marchese, allude?

Dal punto di vista economico, si ricorda che già l'entrata del Regno Unito nell'ERM portò alla peggiore recessione in 60 anni, al raddoppio della disoccupazione e ad una perdita colossale di ricchezza nazionale. Un profetico Nigel Farage ci ricorda che "il rischio dell'euro è di affondare assieme alla UE senza che i politici possano farci nulla".
Se sei dentro e le forze armate sono sotto controlo UE e le tue riserve auree sono in mano alla BCE, come fai a liberarti dalla morsa? Ha senso che un continente appena liberatosi del tallone di ferro dell'URSS desideri far parte di qualcosa di assai simile?

La lettera di Theresa al truce Tusk è il primo passo verso la riconquista della sovranità del suo popolo e forse di quelli dell'intera Europa. Alla Torre di Babele staranno giustificando questa sconfitta con il fatto che, dopo tutto, gli inglesi da sempre non fanno società con nessuno e tutto sommato si potrà anche continuare senza di loro. Diverso sarebbe il discorso se una lettera dal medesimo tono dovesse arrivare a Tusk da Parigi. La Francia è stata l'artefice, assieme alla Germania, dell'infausto progetto e una sua uscita potrebbe veramente significare la spinta definitiva alla nave verso il baratro. Beh, ce ne faremmo una ragione.



mercoledì 29 marzo 2017

Festeggiare l'euroReich millenario? Parte I - Bandiere azzurre da Roma


Non si sa bene che cosa abbiano festeggiato in quel di Roma, ideale capitale del Califfato secondo i proclami dello stato islamico (vedi sotto), i nostri euroburosauri, guidati dalla Führerona in giacca bianca - prima scelta cromatica dei tedeschi per le grandi occasioni - e da tutto il suo circo equestre; con il premier eurogaio accompagnato dal marito, l'euroembriacone che ormai vede gli scarrafoni populisti camminare sui muri e i soliti eurovalletti nostrani a far da dozzinale eurotappezzeria.
Si vedeva che "La Signora Germania" (it's alive!!) si sentiva in visita dai parenti poveri. Anzi, impoveriti, di scarto, come l'uranio da trasformare in proiettili. Ha skafoneggiato allegramente durante la cerimonia ufficiale, allontanandosi per i kazzi suoi mentre parlava il pur sempre sindaco Raggi (forse per leggere l'SMS con la notifica della cartella di EquiUSA per le spese NATO) e ha mantenuto sempre quell'odioso atteggiamento di uberallismo politico-economico che qualche ingenuo si era illuso che i tedeschi avessero accantonato per sempre e che invece, non avendo ahimè ricevuto il trattamento "alla giapponese", sono stati messi in condizione di poter risfoderare al momento opportuno, ovvero fin dal primissimo dopoguerra. La volontà da parte delle potenze vincitrici di mantenere un certo core nazista in Europa in funzione solo apparentemente antisovietica, in realtà puramente antidemocratica nel senso più pieno del termine, lo stiamo pagando caro.

Ma dove l'avevo già vista la giacca bianca? Ah, ecco.
Giacca bianca e pantalone nero. Come sei cattiva - diranno - che c'entrano i nazisti? Che oltraggio! Leuropa ci ha salvato dai NAZI-onalismi e grazie ad essa abbiamo avuto ben 70 anni di pace!
I nazi c'entrano, c'entrano eccome. E per colpa loro non siamo in pace ma in guerra; lo dimostra il senso di umanità che stiamo perdendo ogni giorno di più e che sarà difficile se non impossibile recuperare, come dice il mio amico Federico. Questa sensazione di stare di nuovo nel grande esperimento "come si diventa nazisti" lo si deve al fatto che il grande progettone europeo pare proprio la continuazione del Reich Millenario solo temporaneamente accantonato sotto le bombe alleate e poi di nuovo affidato alle sapienti mani che lo avevano gestito negli anni 30-40. Forse nel 1957 ci sarebbe stato bene un cartello: "Riprendiamo le trasmissioni scusandoci per l'interruzione." 

I britannici, con tutti i loro difetti e doppiezze, hanno un fiuto particolare per riconoscere le derive nazistoidi e ci offrono sempre ottimi spunti di riflessione sul valore della democrazia. Quella liberaldemocratica, lo so, ma è l'unica e la migliore che abbiamo potuto trovare.
La Brexit, firmata da Elisabetta e Theresa, viene venduta dal ministero dell'europropaganda come un atto di mera insubordinazione, mentre invece si tratta del tentativo di salvare la sovranità nazionale e la democrazia rappresentativa, in un momento in cui il "tireremo diritto" dei tedeschi ci fa sperare di risentire le note di "In the Mood" e, soprattutto, "Kalinka". Solo che, questa volta, potrebbe essere sushi per tutti, invasori compresi.

Rodney Atkinson è il fratello maggiore di Rowan, il celebre Mr. Bean. Non lo conoscete perché è considerato un eretico che parla male de Leuropa e perciò lo si può incontrare solo nelle dark room dei media alternativi. Mi è immediatamente divenuto simpatico dopo averne letto la character assassination sul "Guardian"il solito giornale bigotto desinistra che usa il mezzuccio del razzismo per denigrare chi non la pensa nell'unico modo accettato. Tra parentesi, Mandela firmò veramente il patto con il diavolo, accettando di mantenere e concentrare il potere economico nelle mani dell'1% di ultra-elite bianca in cambio del potere assoluto per l'ANC e la licenza di vendetta razziale sulle classi medie bianche sudafricane. Lo ha scritto anche Naomi Klein, che non è certo populista. In pratica qualcosa di assai simile a ciò che hanno fatto tutte le sinistre post-ottantanoviste del mondo per sopravvivere in regime di shock economy e ultraliberismo hardcore. Ovvero vendere le rispettive classi operaie e classi medie ex operaie evolutesi grazie al capitalismo keynesiano per ottenere la gestione del Potere in subappalto e praticamente in esclusiva. Si è sempre i piddini di qualcuno.
Chiusa la parentesi, Atkinson fu esponente dello UKIP prima di litigare con Nigel Farage, è un ex consigliere politico ministeriale ed è autore di libri assai critici sull'Unione Europea. Citò per omissione di denuncia di tradimento i ministri Francis Maude e Douglas Hurd che firmarono il Trattato di Maastricht. Un bel tipetto agguerrito, insomma.
Nel 2008 pronunciò, nel corso di un incontro pubblico alla Camera dei Lords, il seguente discorso, nel quale si possono trovare spunti interessanti.
"C'è stato un golpe contro il popolo britannico e quelli degli stati-nazione d'Europa che furono liberati dal fascismo nel 1945 e dal comunismo nel 1989, ed è stato un golpe contro la sovranità degli elettori, ovvero contro la pura definizione di democrazia. Coloro che si prefissero di distruggere la sovranità democratica sapevano che non vi sarebbero riusciti se avessero svelato le loro vere intenzioni e sapevano anche che non avrebbero potuto attuarle utilizzando il normale sistema democratico. Agirono quindi nel back office e attraverso organismi sovranazionali, instaurando nell'Unione Europea uno stato corporativo burocratico talmente monolitico e gigantesco da intimidire, silenziare e ridurre all'impotenza le istituzioni periferiche che avrebbero dovuto essere inglobate nel progetto.
I piani per questo processo essenzialmente reazionario furono delineati, tra gli altri, da molte personalità nazi-fasciste sopravvissute alla seconda guerra mondiale, e realizzati nell'odierna Unione Europea. Il fatto che molti costruttori dell'Europa abbiano agito in buona fede e con ottime intenzioni non toglie il fatto che essi abbiano tratto ispirazione dagli odiati regimi del passato fascista ed abbiano creato le loro strutture sulle ceneri della democrazia degli stati nazionali, esattamente in assonanza con i piani fascisti che credevano di avere sconfitto.
Ora che il completamento del loro progetto segreto di trasformare gli stati-nazione europei in un gigantesco impero corporativistico è imminente, i nuovi dittatori si sono fatti più audaci. Ora possono agire come se i votanti non esistessero, visto che sanno che i votanti non hanno più potere. Sebbene la Costituzione Europea sia stata comprensibilmente rigettata dai popoli di Francia e Olanda, essa è stata reintrodotta nella forma del cosiddetto "Trattato di Lisbona" e i governi della UE sono stati intimiditi al fine di non tener conto dei risultati dei referenda votati dai loro popoli. Dopo aver bloccato i referenda, la Commissione Europea si permette la spudoratezza di lanciare una nuova iniziativa chiamata "Dibattere l'Europa: Dare voce ai cittadini".  E ciò dopo che il 95% degli stati membri dell'Unione Europea negò ai suoi cittadini il diritto di votare sulla perdita massiva di diritti democratici insita nel Trattato di Lisbona. Non ci dobbiamo meravigliare del fatto che, secondo i sondaggi dell'Eurobarometro, solo il 50% dei popoli della UE approvi l'istituzione.
Ancora più disgraziatamente, gli irlandesi potrebbero aver cambiato idea sul trattato di Lisbona a causa dei timori circa il collasso della propria economia, a causa dello sfruttamento finanzario delle loro banche da parte della Germania e dell'appartenenza all'euro, che impedisce all'Irlanda di poter controllare, in caso di recessione, il proprio tasso di cambio e di interessi.
Il Trattato di Lisbona ha creato una nuova entità nazionale alla quale gli stati membri sono sottomessi. Ciò rende le modifiche costituzionali possibili perfino senza la loro consultazione.  Esso elimina il principio fondante del libero mercato e della libera concorrenza.  Allo stesso tempo bandisce e reintroduce la pena di morte per rivolte e tumulti, permette la restrizione di diritti e libertà al fine di servire gli interessi dell'Unione Europea e permette alle forze armate UE di occupare qualunque paese membro.
Gli irlandesi, distrutti dall'euro e sottoposti a pressioni intollerabili, hanno votato "si"a tutto ciò. L'unione Europea ora sa che tutto ciò che deve fare per cancellare le costituzioni degli stati membri, è distruggere prima di tutto le loro economie. Gli elettori, allora, spaventati, capitoleranno."
Secondo Atkinson, ma è il parere condiviso da altri studiosi e storici liberali come John Laughland, che ne parla nel suo inspiegabilmente mai tradotto in italiano "The Tainted Source. The Undemocratic Origins of the European Idea", il meccanismo di funzionamento dell'Unione Europea è basato sui piani nazisti di "unione economica europea" del 1941 e pubblicati nel 1942. Il fatto che in quell'anno sia stata anche, dagli stessi soggetti, delineata la Endlosung, ovvero la "soluzione finale", costituisce una coincidenza agghiacciante.

Gli indizi sulla matrice nazista della UE si possono ritrovare periodicamente, secondo Atkinson, nel comportamento tenuto da Leuropa durante alcune crisi regionali. Ad esempio durante la guerra nella ex-Yugoslavia, ed io aggiungerei anche nel modo in cui è stata liquidata, con una vera "soluzione finale" politico-economica, la DDR. Come nel 1940, scrive l'autore, abbiamo assistito alla dissoluzione della Yugoslavia e della Cecoslovacchia, sostituite dalla riproposizione dei vecchi stati della Slovacchia, Croazia, Bosnia e Kosovo. Questi stati negli anni '40 erano tutti alleati del nazismo e ciascuno di essi fornì al Terzo Reich la propria divisione di SS. Una coincidenza, I suppose.
"L'Unione europea ha promosso e finanziato nei Balcani la pulizia etnica di un milione di europei, per lo più serbi, ebrei e zingari da Croazia, Kosovo e Bosnia, realizzando le antiche ambizioni di organizzazioni fasciste in quei paesi. Naturalmente è l'Unione europea, sia laburista che liberaldemocratica e conservatrice, che ha resuscitato la Croazia, un paese con le più evidenti tradizioni fasciste in Europa. La Croazia, con la cacciata di circa 300.000 serbi dalla loro patria storica nella Krajina nel 1995 si è resa colpevole della più grande pulizia etnica in Europa da decenni. I legami tra fascisti croati e nazisti tedeschi ai nostri giorni è ben documentata. L'esercito e il governo tedeschi furono i principali sostenitori del presidente Tudjman e i primi a riconoscere lo stato creato illegalmente della Croazia nel 1991."
Come non pensare subito inoltre alle recentissime imprese - silenziate dal ministero dell'europropaganda - del regime filo-UE dell'Ucraina, dove il Battaglione Azov si fregia apertamente di simboli inequivocabilmente nazisti (e NATO).


Atkinson passa in rassegna le biografie di alcune personalità di spicco del parco fondatori UE in forte odore di passato nazista, a cominciare da Walter Hallstein, ministro degli esteri della RFT e padre della omonima "Dottrina" che negava il riconoscimento diplomatico a quegli stati che avessero riconosciuto la Repubblica Democratica Tedesca (DDR), poi eradicata nel 1990 da personaggi come Kohl e Schauble. Firmatario del Trattato di Roma, Hallstein fu il primo presidente della Commissione Europea, eletto nel 1958.
Poi Paul Henri Spaak, il ministro degli esteri belga che aveva rifiutato l'aiuto al governo repubblicano spagnolo durante la guerra civile, che divenne uno dei padri fondatori della UE e segretario generale della NATO.
Hans Josef Globke. Segretario di stato con Adenauer, soprattutto per le questioni legate alla creazione della comunità europea, durante il nazismo aveva formulato la legislazione d'emergenza che aveva permesso a Hitler di conquistare il potere assoluto nel 1933 e aveva stilato le leggi razziali di Norimberga, che revocavano la cittadinanza tedesca agli ebrei. Cazzabubbole, insomma.
Nel dopoguerra, Globke divenne capo, per il decennio 53-63, della cancelleria federale della Germania Occidentale. Nel 1960 la CIA fece pressioni su Life Magazine affinché cancellasse i riferimenti a Globke contenuti nelle memorie appena ritrovate di Adolf Eichman. (Che la UE sia anche, tra le tante cose che è, una creazione della CIA ultraoscura di Allen Dulles, non vi sono dubbi).
Kurt Georg Kiesinger. Nazista della prima ora, ex SA, nel 1940 divenne capo del dipartimento per la propaganda radio del regime, soprattutto quella riservata ai territori occupati dal Reich, come Francia, Belgio e Grecia. Nonostante queste credenziali, nel 1966, come capo del partito cristiano democratico, fu eletto cancelliere.

Il più interessante, però, resta sempre Walter Funk, personaggio noto a chiunque voglia riscontrare le sconcertanti attinenze tra le politiche economiche di austerità "europee" e la politica economica predatoria nazista di pre-guerra seguita agli anni espansivi prociclici di Hjalmar Schacht, promossa proprio da Funk.
Funk - scrive Atkinson - aderì al Partito Nazionalsocialista nel 1931 e divenne presto non solo il consigliere economico di Hitler ma capo ufficio stampa del ministero della propaganda di Joseph Goebbels. Nel 1938 fu nominato ministro dell'economia, divenendo il trait d'union tra il partito e il complesso industriale tedesco dal quale otteneva appoggio economico e politico per Hitler. Il 3 dicembre 1938 Funk firmò un decreto che imponeva agli imprenditori ebrei di vendere o liquidare le proprie imprese e vietava agli stessi di acquisire proprietà immobiliari. Gli ebrei furono costretti a depositare azioni, titoli ed altri beni in banche speciali dove i loro conti erano contrassegnati come "ebrei". Un bail-in, diremmo oggi.
Funk fu imputato al processo di Norimberga ma, al suo rilascio nel 1957, ottenne un impiego al ministero dell'educazione della Bassa Sassonia, dove si adoperò nella promozione della nuova comunità europea presso scuole e università. 

Interessante, no? Ah, secondo voi di chi è questa citazione?
"La Germania dovrebbe, visto che è divenuta pacifica e ragionevole, prendersi tutto ciò che l'Europa e il mondo intero le ha negato in due grandi guerre, una sorta di egemonia soft sull'Europa".
Nessun nazistone D.O.P. stavolta, ma solo Joschka Fischer, ex ministro degli esteri tedesco; verde, spinelliano, sessantottino. Il mistero di come il progettone nazista del 1942 sia diventato il "tessoro" della mejo sinistra antifa, si trova sulla faccia nascosta dell'Euroluna.
P.S. Volendo, nella foto seguente, sempre del maledetto 1942, vi sarebbero anche le origini di Eurabia, nome discusso che però altro non è che il nome di un bollettino pubblicato negli anni '70 dal "Comitato Europeo di Coordinamento delle Associazioni per l'Amicizia con il mondo arabo" (nel link il numero 2, in francese). A proposito di patti con il diavolo, eccone un altro degno di nota, che chiameremo "Oil for migration". Gli europei, terrorizzati dal poter rimanere senza benzina durante la crisi petrolifera, al primo chiudersi di rubinetto dell'OPEC accettano di aprire le porte all'immigrazione islamica in Europa. L'Unione Europea è da allora in poi entusiasta all'idea di fornire, come richiesto, tecnologia avanzata ai paesi arabi in cambio dell'afflusso di lavoratori arabi in Europa, ai quali dovranno essere concessi, lo si pretende, gli stessi diritti dei lavoratori autoctoni. 

Non si capisce quali sarebbero stati i vantaggi di questa amicizia, voluta da Francia e Germania, per i popoli europei, a parte la garanzia del rifornimento di petrolio e lo sfruttamento da parte del complesso industriale tedesco e francese di manovalanza immigrata. Infatti non vi sono.  Un'altra delle richieste degli arabi nell'ambito dell'Oil for migration era l'appoggio incondizionato alla causa palestinese in funzione anti-americana ed anti-israeliana, e sappiamo quanto ci sia costato il voler barcamenarsi e tenere il piede in due staffe in termini di terrorismo e strategia della tensione.
Oggi l'obiettivo dell'amicizia euro-araba, alla luce degli ultimi avvenimenti, acquista una sfumatura tendente al nero più cupo. Traggo dal noto opuscolo "Black Flags from Rome" della sedicente ISIS, questo inquietante ritaglio.

E, a pagina 85, questa agghiacciante premonizione. 
"Quando lo Stato Islamico avrà vinto l'Armageddon in Siria, i combattenti libici, marocchini e tunisini raggiungeranno l'Europa via mare o per via aerea. Saranno supportati e guidati dai musulmani che avranno preso il controllo delle coste strategiche e perfino da quei non musulmani  che saranno disposti ad accettare i Musulmani come loro nuovi padroni. Per allora, l'armata crociata sarà sconfitta e lo stato islamico sarà la forza più potente sia in Europa che nel Medio Oriente. I musulmani in Europa saranno collegati grazie all'eliminazione delle frontiere e otterranno tutto l'appoggio da parte del Medio Oriente.
L'Italia sarà per allora stata conquistata da musulmani armati provenienti da più direzioni: bande musulmane del Nord e dell'Ovest, combattenti islamici dai Balcani e missili e navi dal sud.
Senza nessuno che possa eguagliarne potenza e unità, i musulmani avranno catturato Roma, la capitale d'Europa."
Chiunque l'abbia scritta, dei veri musulmani o qualcuno che si spaccia per essi allo scopo di terrorizzarci e spingerci, dopo essere divenuti nazisti (scacco matto) a farne polpette, magari con contorno di funghi nucleari, lo scenario che vi viene prefigurato non sembra così lontano da antichi proponimenti islamici di conquista e, ciò che è peggio, chi sta mettendo a ferro e fuoco le città europee con tattiche da guerriglia urbana, nella conquista di Roma e nel dominio islamico del mondo ci crede veramente. E ne conosciamo tanti di non musulmani ansiosi di farsi governare dall'Islam e disposti a tutto affinché ciò avvenga, senza chiederci se saremmo eventualmente d'accordo.  E qui si ritorna ai britannici ed alla loro preoccupazione per la deriva antidemocratica e "nazista" dell'Europa, che sarà oggetto della prossima puntata.

Vedete, noi non saremmo crociati. E' che ci dipingono così.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...